Stato Attuale: Marzo 2026
❌ Status: La liquidità condivisa in Italia non è ancora attiva. L'Italia è l'unico paese firmatario dell'accordo del 2017 che non ha ancora implementato la shared liquidity con Francia, Spagna e Portogallo.
A oltre otto anni dalla firma dell'accordo di Parigi (luglio 2017), l'Italia rimane esclusa dal pool europeo del poker online. Tuttavia i segnali sono più incoraggianti che mai: il direttore ADM Daria Petralia ha dichiarato l'intenzione di sottoscrivere un accordo entro fine anno, e almeno 4 operatori europei tra cui GGPoker hanno già incontrato ADM per discutere le condizioni di apertura. La sensazione nel settore è che si stia avvicinando una svolta.
Feed Aggiornamenti
Di seguito tutti gli aggiornamenti significativi in ordine cronologico inverso.
Il mercato .it continua a perdere traffico
I dati di traffico delle poker room italiane mostrano un trend in calo costante. Gli operatori ADM aumentano la pressione sull'ADM per accelerare i tempi della liquidità condivisa come principale strumento di rilancio del settore.
Ripartenza delle discussioni tecniche con ADM
Secondo fonti del settore, sono ripresi i tavoli tecnici tra ADM e rappresentanti delle principali poker room per analizzare i requisiti tecnici necessari all'implementazione della liquidità condivisa. Nessuna comunicazione ufficiale.
Nuovo bando licenze ADM rimanda ancora la questione
Il processo di riassegnazione delle licenze di gioco online in Italia ha assorbito l'attenzione regolatoria dell'ADM per gran parte del 2024, posticipando ulteriormente le discussioni sulla liquidità condivisa.
Francia, Spagna e Portogallo attivano la liquidità condivisa
I tre paesi partner dell'accordo di Parigi implementano la shared liquidity. PokerStars, Winamax, 888poker e partypoker aprono i pool condivisi. L'Italia resta fuori per decisione del governo Gentiloni.
Accordo di Parigi firmato
Italia, Francia, Spagna e Portogallo firmano l'accordo per la liquidità condivisa nel poker online. Prevista implementazione entro il 2018 per tutti i paesi firmatari.
I Tre Scenari Possibili
Decisione governativa entro fine 2026. Implementazione tecnica nel 2027. Pool condiviso attivo entro fine 2027.
Processo normativo nel 2026-2027. Implementazione tecnica 12-18 mesi dopo. Pool attivo nel 2028-2029.
Ulteriori ritardi politici e normativi. Nessuna data certa. Situazione invariata ancora per anni.
Cosa Dovrebbe Succedere Prima dell'Apertura
Perché la liquidità condivisa diventi realtà in Italia, devono verificarsi alcuni passaggi obbligati:
- Decisione politica — Il governo deve inserire la liquidità condivisa in un provvedimento normativo (es. decreto fiscale, legge di bilancio o decreto deleghe)
- Recepimento ADM — L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli deve emanare le linee guida tecniche per l'implementazione
- Adeguamento tecnico — Le poker room devono adattare i propri sistemi per connettersi ai server europei rispettando i requisiti ADM (stimato: 6-12 mesi)
- Testing e certificazione — Periodo di test dei sistemi e certificazione da parte dell'ADM
- Go live — Apertura graduale o simultanea dei pool condivisi
Chi Sta Spingendo per l'Apertura
Il fronte pro-apertura è ampio e include soggetti con interessi diversi ma convergenti:
- Poker room internazionali (PokerStars, GGPoker, Winamax) — vogliono accedere al mercato italiano con i loro prodotti europei
- Operatori ADM già presenti — vogliono rilanciare un mercato in calo e aumentare il traffico sulle proprie piattaforme
- Giocatori professionisti italiani — denunciano da anni lo svantaggio competitivo rispetto ai colleghi europei
- Associazioni di settore — lobbying costante verso ADM e governo per lo sblocco del dossier
📌 EuroPoker.it aggiornerà questa pagina non appena emergeranno novità ufficiali o significative indiscrezioni sull'apertura della liquidità condivisa in Italia. Torna spesso per restare aggiornato — questa è la pagina più importante per chi vuole essere pronto quando succederà.